Sentenza 6 ottobre 2026, n. 160
È costituzionalmente legittimo l’art. 12, co. 4 bis, D.P.R. n. 602/1973, come modificato dal D.lgs. n. 110/2024, nella parte in cui ammette il ricorso immediato contro la cartella non notificata, dalla sua effettiva conoscenza, se dal ruolo deriva un pregiudizio nelle procedure del D.lgs. n. 14/2019, incluso il sovraindebitamento. A tal fine è sufficiente rappresentare alla Corte tributaria l’avvio della fase dinanzi all’ Organismo di Composizione della Crisi e il pregiudizio derivante dal debito tributario.
Ordinanza 12 ottobre 2026, n. 26724
Ai fini IVA, il cedente estraneo alla frode da false dichiarazioni d’intento resta soggetto passivo, nonostante l’obbligo di pagamento del cessionario ex art. 7, co. 3, D.lgs. n. 471/1997. Se il cedente ha versato in via definitiva l’imposta accertata e non è riuscito a recuperarla in rivalsa ex art. 60 D.P.R. n. 633/1972, pur avendo adottato tutte le ragionevoli misure in proprio potere per recuperarne l'importo dal cessionario, ha quindi diritto al rimborso, purché sia escluso il rischio di perdita di gettito. Non risulta invece applicabile la procedura di variazione in diminuzione prevista dall'art. 26 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Ordinanza 12 ottobre 2026, n. 26643
L’esenzione da ogni imposta e tassa ex art. 19 L. n. 74/1987 si applica al trust istituito in attuazione degli accordi di divorzio solo per le attribuzioni del disponente a favore dell’ex coniuge. Ne restano escluse le attribuzioni degli altri disponenti (nella specie, i figli) a favore dei propri discendenti, perché estranee alla regolamentazione dei rapporti patrimoniali tra ex coniugi.
Ordinanza 11 ottobre 2026, n. 26613
La cessione a titolo oneroso di un terreno destinato dallo strumento urbanistico a parcheggio a raso genera una plusvalenza imponibile ai sensi dell’art. 67, comma 1, lett. b), TUIR, anche quando sull’area non siano ammessi edifici né strutture di copertura. La destinazione a servizi pubblici o di interesse pubblico, inclusi i parcheggi al livello del suolo, non basta infatti a escludere la potenzialità edificatoria del suolo rilevante ai fini fiscali.
Ordinanza 30 settembre 2026, n. 25992
In base all’art. 109, comma 1, TUIR, i componenti negativi concorrono al reddito nell’esercizio di competenza; quando però in quell’esercizio non ne sia ancora certa l’esistenza o non ne sia obiettivamente determinabile l’ammontare, essi rilevano nell’esercizio in cui tali requisiti si realizzano. La norma introduce una deroga al criterio di imputazione temporale e non attribuisce al contribuente alcuna facoltà di scegliere discrezionalmente il periodo in cui dedurre il costo.
Risposta n. 185 del 15 ottobre 2026
Risposta n. 184 del 15 ottobre 2026
Risposta n. 183 del 15 ottobre 2026
Risposta n. 182 del 15 ottobre 2026
Risposta n. 181 del 15 ottobre 2026
Provvedimento del 13 ottobre 2026
Provvedimento del 12 ottobre 2026
Provvedimento del 12 ottobre 2026
Accertamento delle medie dei cambi delle valute estere relative al mese di settembre 2026 - pdf
Corte di Giustizia UE, 15 ottobre 2026 causa C-321/25, Gidzhinov
L'art. 325 TFUE e l'art. 2, par. 1, della Convenzione elaborata in base all'articolo K.3 del Trattato sull'Unione Europea devono essere interpretati nel senso che non ostano a una normativa nazionale in forza della quale i procedimenti penali per frode grave che lede gli interessi finanziari dell'Unione europea si prescrivono inevitabilmente se non è stata pronunciata una condanna definitiva entro quindici anni dalla commissione di tali reati. Ciò vale indipendentemente da qualsiasi causa di interruzione o di sospensione del termine di prescrizione e da qualsiasi circostanza imprevedibile, purché tale termine non comporti, nello Stato membro interessato, un rischio sistemico di impunità per tali casi di frode.
Corte di Giustizia UE, 15 ottobre 2026 causa C-203/25, Neo
L'art. 1, parr. 2 e 3, della Direttiva 2011/96/UE del Consiglio deve essere interpretato nel senso che non osta, in linea di principio, a una prassi nazionale in base alla quale le autorità tributarie di uno Stato membro applicano una ritenuta alla fonte sui dividendi che una società figlia residente in tale Stato membro distribuisce alla propria società madre residente in un altro Stato membro. Tale ritenuta è applicata per il fatto che la società madre partecipa a una catena di operazioni, tutte o alcune delle quali non genuine, la cui costituzione fa sì che tali dividendi siano trasferiti alla persona fisica o giuridica che controlla, direttamente o indirettamente, tutte le società coinvolte. Ciò vale anche se la società madre esercita effettivamente un'attività economica e non è quindi una società interposta.
Corte di Giustizia UE, 15 ottobre 2026 causa C-275/25, Kolwager
L'art. 13, par. 1, prima frase, del Protocollo (n. 7) sui privilegi e sulle immunità dell'Unione europea deve essere interpretato nel senso che si applica a un'imposta sulle donazioni.
Corte di Giustizia UE, 14 ottobre 2026 causa T-569/25, X-GmbH
L'art. 314 della Direttiva 2006/112/CE del Consiglio deve essere interpretato, alla luce del principio di effettività, nel senso che osta a una prassi nazionale in base alla quale la buona fede di un rivenditore, che ritiene che il proprio fornitore soddisfi le condizioni per l'applicazione del regime del margine, non è presa in considerazione nel procedimento di accertamento dell'imposta. In tale procedimento le autorità tributarie sono tenute ad accertare d'ufficio i fatti e a considerare tutte le circostanze rilevanti per il singolo caso, comprese quelle favorevoli alle parti.