Sentenza 3 giugno 2026, n. 17650
Per le banche e gli altri soggetti che determinano il valore della produzione netta a norma dell'art. 6 del D.lgs. n. 446/1997, i dividendi sono esclusi dall'imponibile IRAP per la parte eccedente il 5%; ciò non vale solo per i dividendi che derivano dalla partecipazione in società residenti nell'Unione europea con i requisiti "madre-figlia", ma per tutti i dividendi.
Ordinanza 3 giugno 2026, n. 17347
A fini del rimborso delle ritenute sui dividendi distribuiti da una società “figlia” italiana a una società “madre” con sede in un altro Stato UE, per il requisito dell’assoggettamento a imposta della società estera è sufficiente il potenziale e generale assoggettamento a imposizione nello Stato di residenza, indipendentemente dall’effettivo pagamento. Inoltre, l’accertamento di un’eventuale pratica abusiva idonea a negare i benefici della direttiva “madre-figlia” non può fondarsi su presunzioni astratte, ma richiede la rigorosa e congiunta applicazione di specifici test sostanziali, gravando sull’Amministrazione l’onere di provare gli elementi costitutivi della condotta elusiva.
Sentenza 1° giugno 2026, n. 17179
In tema di imposta di registro, ai fini della determinazione del valore dell'atto di acquisto di un complesso aziendale, la regola applicabile è quella stabilita dall'art. 51, comma 2, TUR, secondo cui per gli atti che hanno per oggetto aziende o diritti reali su di esse, si intende per valore quello venale complessivo dei beni che compongono l'azienda, compreso l'avviamento, al netto delle passività.
Sentenza 1° giugno 2026, n. 17174
In tema di imposta di registro, il decreto di esdebitazione emesso va sottoposto a tassazione in misura fissa.
Sentenza 30 maggio 2026, n. 17215
Il socio di società di capitali a ristretta base, che invoca l’assoluta estraneità alla gestione societaria, per contrastare l’accertamento di utili extracontabili, deve provare la concreta inesigibilità dell’esercizio dei poteri di informazione e controllo previsti dal codice civile.
Ordinanza 30 maggio 2026, n. 16945
Ai fini IVA, il conferimento di mangimi, animali o altri mezzi produttivi effettuato dal soccidante nell'ambito di un contratto di soccida costituisce un apporto al rapporto associativo e non una cessione di beni a titolo oneroso. Ne consegue l'inapplicabilità della disciplina dei passaggi interni tra attività separate ex art. 36 del DPR n. 633/1972 e l'assenza di imponibilità IVA dell'operazione.
Ordinanza 4 maggio 2026, n. 12518
Il singolo beneficiario di un trust regolato dalla legge del Jersey non ha diritto alla liquidazione anticipata della propria quota del patrimonio vincolato nel trust quando l’atto istitutivo stabilisce una durata del trust e prevede solo anticipazioni discrezionali, non anche un diritto individuale alla devoluzione anticipata. La cessazione anticipata del trust e la distribuzione del fondo richiedono il consenso di tutti i beneficiari.
Ordinanza 3 maggio 2026, n. 12368
È illegittimo l’accertamento fondato sulle indagini finanziarie su conti di terzi se l’Ufficio non ha provato, anche in via presuntiva, la riconducibilità dei movimenti al contribuente.
Sentenze 14 aprile 2026 e 16 aprile 2026, nn. 9450, 9452, 9788
È deducibile dal reddito non soltanto l’assegno divorzile corrisposto all’ex coniuge, ma anche il rimborso delle imposte a questi erogato per tenerlo indenne dalla tassazione sull’assegno stesso.
Risposta n. 117 del 4 giugno 2026
Risposta n. 116 del 4 giugno 2026
Risposta n. 115 del 4 giugno 2026
Risposta n. 114 del 29 maggio 2026
Risposta n. 113 del 29 maggio 2026
Risposta n. 112 del 29 maggio 2026
Risposta n. 111 del 29 maggio 2026
Corte di Giustizia UE, 4 giugno 2026, causa C-837/24, Nova Iberomoldes
L’art. 3, lett. a), l’art. 4, par. 1, lett. b), l’art. 5, par. 1, lett. a) ed e), e l’art. 6, par. 1, lett. da a) a c), della Direttiva 2008/7/CE del Consiglio, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che prevede che un’operazione di costituzione di una società di capitali, il cui capitale sociale sia interamente versato, mediante partecipazioni detenute in altre società che possiedono beni immobili, dalla società conferente, la quale riceva, come corrispettivo, la totalità del capitale sociale della società così costituita, è assoggettata ad un’imposta la cui base è determinata secondo il valore patrimoniale fiscale di tali beni immobili o, eventualmente, il valore contabile di bilancio.
Corte di Giustizia UE, 3 giugno 2026, causa T-198/25, G Kft.
La Direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, nonché i principi di effettività, di neutralità fiscale e di proporzionalità devono essere interpretati nel senso che essi non ostano a una normativa nazionale che subordina l’esercizio del diritto alla rettifica dell’imposta sul valore aggiunto indebitamente fatturata per un periodo che è già stato oggetto di una verifica fiscale a condizioni connesse alla presentazione di un nuovo elemento idoneo a comportare una modifica delle conclusioni di tale verifica, e ciò anche in assenza di rischio di perdita di gettito fiscale, purché il soggetto passivo interessato possa effettivamente esercitare il suo diritto alla rettifica per un periodo ragionevole
Corte di Giustizia UE, 3 giugno 2026, causa T-313/25, Kinova Europe
La voce 9021 della nomenclatura combinata contenuta nell’allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 del Consiglio, deve essere interpretata nel senso che le espressioni «[o]ggetti ed apparecchi di ortopedia» e «altri apparecchi da tenere in mano, da portare sulla persona o da impiantare nell’organismo, per compensare una deficienza o un’infermità», di cui a tale voce, non comprendono un braccio robotico collegato ad una sedia a rotelle elettrica che è azionato tramite una levetta (joystick) o un comando occipitale al fine di eseguire movimenti che imitano quelli di un braccio umano per maneggiare determinati oggetti
Corte di Giustizia UE, 3 giugno 2026, causa T-224/25, VÁM4ALL
L’art. 15, par. 1, del Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, in combinato disposto con l’art. 18, par. 1, e l’art. 163, par. 2, di tale regolamento, deve essere interpretato nel senso che oltre ai documenti richiesti per lo sdoganamento, un rappresentante doganale indiretto è tenuto ad essere in grado di produrre e di mettere a disposizione delle autorità doganali, qualora sia stato invitato a farlo nell’ambito di un controllo doganale, tutti i documenti relativi alle merci importate, inclusi quelli che comprovano il prezzo effettivamente pagato.
Il Consiglio dell'Unione europea pubblica un Regolamento che sospende i dazi doganali su alcuni fertilizzanti, 1 giugno 2026
Il Consiglio dell'Unione europea ha pubblicato il Regolamento (UE) n. 2026/1181 del Consiglio in Gazzetta ufficiale dell'Unione europea. Il regolamento sospende i dazi della tariffa doganale comune e disciplina la gestione dei contingenti tariffari autonomi per i fertilizzanti.