Sentenza 13 aprile 2026, n. 50
L’art. 21‑bis del D.lgs. n. 74/2000, nel riconoscere efficacia di giudicato nel processo tributario alla sentenza penale irrevocabile di assoluzione per insussistenza del fatto o per non commissione dello stesso, realizza un legittimo coordinamento tra giudizi. Tale scelta risponde all’esigenza di evitare contrastanti accertamenti sulla medesima realtà fattuale già vagliata in sede dibattimentale. L’efficacia vincolante presuppone, tuttavia, l’identità dei fatti materiali e una valutazione sostanziale del merito. Essa non opera quando l’assoluzione discenda dall’inutilizzabilità delle prove in sede penale o da regole probatorie non coincidenti con quelle tributarie. Nelle fattispecie fondate su presunzioni legali, il giudicato penale vincola solo se vi sia un positivo accertamento dell’inesistenza del fatto.
Ordinanza 15 aprile 2026, n. 9597
Il regime dei lavoratori impatriati ex art. 16 D.Lgs. 147/2015 si applica secondo criteri tassativi e non è estensibile in via analogica in modo da svuotare di contenuto la disciplina generale dei lavoratori rientrati in Italia. Il comma 2 dell’art. 16 distingue chiaramente tra cittadini UE e cittadini extra-UE, non potendo ricomprendere i cittadini italiani nella fattispecie agevolata riservata ai primi senza creare una interpretatio abrogans del comma 1.
Ordinanza 15 aprile 2026, n. 9629
I versamenti dei soci “in conto futuro aumento di capitale” sono vincolati alla condizione della deliberazione dell’aumento entro il termine previsto. Se l’aumento non viene deliberato, il versamento perde la causa e sorge un diritto alla restituzione in capo al socio. Ne consegue che tali somme non possono essere definitivamente imputate a patrimonio della partecipata e pertanto il loro indebito utilizzo incide anche sulla corretta determinazione del valore della partecipazione ai fini della plusvalenza.
Sentenza 14 aprile 2026, n. 9388
Gli atti giudiziari che dichiarano la nullità o pronunciano l'annullamento di un atto, ancorché portanti condanna alla restituzione di denaro o beni, o la risoluzione di un contratto, anche quando la dichiarazione di nullità riguardi singole clausole ex art. 1419, comma 2, c.c., senza investire l'intero contratto, che sopravvive tra le parti con la sostituzione della disciplina legale alle clausole nulle, sono soggetti ad imposta di registro in misura fissa.
Sentenza 13 aprile 2026, n. 9276
In tema di imposta di registro sugli atti giudiziari, le pronunce che dispongono la restituzione di somme in materia di conto corrente bancario a seguito dell’accertamento della nullità (anche parziale) di clausole contrattuali sono sempre soggette ad imposta in misura fissa ex art. 8, comma 1, let. e), D.P.R. 131/1986.
Sentenza 13 aprile 2026, n. 9271
Il provvedimento di ammissione con riserva di un credito al passivo fallimentare è assimilabile a un atto sottoposto a condizione sospensiva. Di conseguenza, è soggetto a imposta di registro in misura fissa ex art. 8, co. 1, let. e), D.P.R. 131/1986.
Sentenza 13 aprile 2026, n. 9266
La disciplina di cui all’art. 33, comma 28, della L. 183/2011, che riconosceva ai soggetti passivi un rimborso pari al 60% dell’IVA versata nel periodo aprile 2009 – dicembre 2010 quale misura di sostegno per le popolazioni colpite dal sisma in Abruzzo del 2009, è incompatibile con la direttiva 2006/112/CE e non può costituire valido fondamento per il riconoscimento del rimborso.
Ordinanza 11 aprile 2026, n. 9158
Non può essere dichiarato inammissibile il ricorso notificato tramite consegna diretta e non in via telematica, nella misura in cui la controparte si sia costituita in giudizio e si sia difesa.
Ordinanza 11 aprile 2026, n. 9127
Il presupposto della TARI è la detenzione o occupazione dell’immobile. Anche in caso di omessa denuncia di cessazione, il contribuente può ottenere lo sgravio se prova di aver cessato la detenzione. Resta comunque dovuta la TARI per l’anno in cui la cessazione è avvenuta.
Ordinanza 11 aprile 2026, n. 9124
In tema di TARES, la disciplina regolamentare comunale che, per le abitazioni non occupate da residenti, determina il numero degli occupanti in base alla superficie dell’immobile configura una presunzione semplice e non una presunzione legale assoluta. Ne consegue che il contribuente può sempre fornire prova contraria per dimostrare un diverso numero di occupanti effettivi.
Ordinanza 10 aprile 2026, n. 9008
In tema di IVA, la qualificazione dell’operazione economica deve essere effettuata sulla base della sua causa concreta, mediante una valutazione globale di tutte le circostanze del caso, senza i limiti probatori previsti dall’art. 20 D.P.R. 131/1986, applicabili solo all’imposta di registro.
Ordinanza 25 febbraio 2026, n. 4309
In tema di plusvalenze ex art. 67, comma 1, let. b), TUIR, non è imponibile la cessione avente ad oggetto un terreno su cui insiste un fabbricato già edificato. La presenza dell’edificio esclude la qualificazione del bene come area edificabile, anche se sussiste una residua capacità edificatoria o è prevista demolizione e ricostruzione.
Risoluzione n. 15 del 16 aprile 2026
Risoluzione n. 14 del 16 aprile 2026
Provvedimento del 13 aprile 2026
Provvedimento del 10 aprile 2026
Accertamento delle medie dei cambi delle valute estere relative al mese di marzo 2026 - pdf
Circolare 11/2026 – Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM): semplificazione e revisione del meccanismo
Il Carbon Border Adjustment Mechanism (CBAM), istituito dal Regolamento (UE) n. 2023/956, rappresenta uno strumento centrale della politica climatica dell'UE volto a contrastare il fenomeno del carbon leakage, favorendo condizioni di concorrenza eque tra produttori europei e produttori extra-UE, e ad incentivare la decarbonizzazione anche nei Paesi terzi. Dopo una fase transitoria, dal 1° ottobre 2023 al 31 dicembre 2025, caratterizzata da soli obblighi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni incorporate nelle merci importate, senza oneri finanziari, dal 1° gennaio 2026 il CBAM è entrato a regime, introducendo gli obblighi, per gli importatori, di acquisto e restituzione dei certificati CBAM. Tenendo conto delle ultime evoluzioni, la circolare illustra il quadro normativo di riferimento delineato dal Regolamento CBAM, alla luce delle novità introdotte con il Regolamento Semplificazione e con i provvedimenti attuativi, evidenziando l'impatto sull'operatività delle imprese.
Corte di Giustizia UE, 16 aprile 2026 causa C-519/24, Nitrogénművek
L’art. 1 e l’art. 10 bis della Direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, letti alla luce dei considerando 5, 7 e 20 di tale Direttiva 2003/87, devono essere interpretati nel senso che essi ostano a una normativa nazionale che assoggetta specificamente un operatore economico che beneficia di un’assegnazione gratuita significativa di quote di emissioni di gas a effetto serra nell’ambito del sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nell’Unione europea al pagamento di un’imposta sulle quote di emissioni di CO2 del suo impianto oggetto di un parametro di riferimento di prodotto e/o di processo, qualora tale normativa abbia l’effetto di neutralizzare l’effetto compensativo dell’assegnazione di tali quote e sia in contrasto con gli obiettivi consistenti nel preservare la competitività e nell’evitare la rilocalizzazione delle emissioni di carbonio.
Corte di Giustizia UE, 15 aprile 2026 causa T-190/25, Tabako lapai
L’art. 5, par. 1, let. a), della Direttiva 2011/64/UE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che per qualificare un prodotto come «tabacco da fumo» ai sensi di tale disposizione, non occorre basarsi sulle voci doganali della nomenclatura combinata di cui all’allegato I del Regolamento (CEE) n. 2658/87 e sulle note esplicative della nomenclatura combinata dell’Unione europea.
Corte di Giustizia UE, 15 aprile 2026 causa T-589/24, A-GmbH
L’art. 85 del Regolamento (CEE) n. 2913/92 del Consiglio, letto in combinato disposto con l’art. 84, par. 1, let. b), quinto trattino, di tale Regolamento, deve essere interpretato nel senso che, in una situazione in cui una persona, alla quale uno Stato membro abbia rilasciato un’autorizzazione al perfezionamento passivo, vincoli merci dell’Unione, destinate ad essere trasformate in un paese terzo, al regime dell’esportazione presso un ufficio doganale situato in un altro Stato membro, che non ha dato il suo previo consenso a tale autorizzazione e che non è in essa indicato quale ufficio di vincolo, tale disposizione osta all’esenzione parziale dai dazi all’importazione a titolo del perfezionamento passivo, prevista all’art. 145, par. 1, di detto Regolamento.