Sentenza 13 maggio 2026, n. 13917
In sede di accertamento nei confronti del socio di società di capitali ristretta, non operano le limitazioni alla tassazione dei dividendi previste dal TUIR di cui all'art. 47, così come il meccanismo dell'art. 27 del DPR 600/1973.
Sentenza 13 maggio 2026, n. 13910
Il contribuente non può esimersi da responsabilità sanzionatoria dimostrando di avere denunciato il proprio dottore commercialista richiamando l'art. 6, comma 3 del D.lgs. 472/1997. La sua responsabilità è esclusa solo con la prova del comportamento fraudolento del professionista, finalizzato a mascherare il proprio inadempimento.
Ordinanza 13 maggio 2026, n. 13872
L'auto-annullamento parziale dell'atto impositivo può integrare una pura riduzione quantitativa dell'originaria pretesa oppure una riduzione che si correla alla ripresa a tassazione di altri profili impositivi mediante deduzione di presupposti e materie imponibili dapprima non rappresentati.
Ordinanza 12 maggio 2026, n. 13846
La notifica a mezzo PEC di una istanza di sgravio con allegato la sentenza che ha accolto il ricorso non è idonea a far decorrere il termine breve di impugnazione della sentenza.
Ordinanza 12 maggio 2026, n. 13809
In tema di IVA, nell’ipotesi di scissione societaria parziale, il riaddebito da parte della società scissa delle somme anticipate per prestazioni riferibili alla società beneficiaria, in dipendenza di rapporti contrattuali trasferiti a quest’ultima, non integra un mandato senza rappresentanza ai sensi dell’art. 3, comma 3, DPR 633/1972, bensì costituisce effetto della responsabilità solidale ex lege derivante dalla scissione; conseguentemente, il rimborso delle anticipazioni beneficia del regime di esclusione dalla base imponibile IVA previsto dall’art. 15, comma 1, n. 3, DPR 633/1972.
Ordinanza 11 maggio 2026, n. 13752
L'intestazione fiduciaria di quote sociali non osta alla presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società di capitali a ristretta base sociale. Non si tratta di interposizione fittizia di persone ma di interposizione reale, precisamente quella di natura prettamente “fiduciaria”, con la quale il contribuente, mantenendo la titolarità effettiva delle quote nei periodi d’imposta oggetto di causa, si sarebbe obbligato a ritrasferire tale titolarità in favore del fiduciante o di un terzo da questo designato.
Sentenza 11 maggio 2026, n. 13662
La rideterminazione del valore di un’area edificabile da parte del Comune ai sensi dell’art. 59, comma 1, lett. g), D.Lgs. n. 446/1997 non comporta l’obbligo per il contribuente di presentare una nuova dichiarazione IMU, trattandosi di mera variazione estimativa e non di modifica degli elementi identificativi o strutturali del bene.
Ordinanza 10 maggio 2026, n. 13587
Nel sistema doganale unionale, l’esonero dalla presentazione di un documento doganale non comporta l’esenzione dall’obbligo di dichiarazione della merce; pertanto, l’introduzione nel territorio unionale di beni provenienti da Paesi extra-UE senza dichiarazione, nonostante la richiesta degli operanti, integra il contrabbando amministrativo e determina l’applicazione della confisca obbligatoria.
Ordinanza 10 maggio 2026, n. 13568
La nota IV dell'art. 4 della Tariffa Parte I del DPR 131/1986, in base alla quale l'imposta di registro si applica in misura fissa per gli atti di conferimento di beni immobili a favore di società con sede legale o amministrativa in un altro Stato membro dell'Ue, trova applicazione quando la società con sede legale o amministrativa effettiva (e non fittizia) in altro Stato membro è in realtà soggetta al potere impositivo di quest'ultimo.
Ordinanza 10 maggio 2026, n. 13553
In tema di imposta di registro, la qualificazione di un bene come pertinenza dell'abitazione principale richiede una valutazione complessiva di tutti gli elementi della fattispecie, dovendosi accertare l'esistenza di un vincolo di destinazione durevole del bene accessorio al servizio o all'ornamento di quello principale, alla luce sia di elementi oggettivi che soggettivi, non essendo sufficiente il mero dato formale o catastale.
Ordinanza 9 maggio 2026, n. 13508
Il credito è non spettante nel caso di utilizzo in compensazione del medesimo nonostante l'assenza di fondi disponibili. Per questa ragione, il termine decadenziale per la notifica dell'atto di recupero è quello ordinario.
Sentenza 9 maggio 2026, n. 13483
In tema di reddito d’impresa, il contribuente che intenda svalutare le rimanenze rispetto al valore LIFO deve provare il minor valore normale con riferimento al mercato effettivo di operatività dell’impresa. Inoltre, gli sconti subordinati alla tempestività del pagamento hanno natura finanziaria e non sono deducibili dalla base imponibile IRAP.
Ordinanza 8 maggio 2026, n. 13266
La notificazione della cartella di pagamento a mezzo PEC mediante allegazione di un file in formato “.pdf” è valida anche in assenza di firma digitale in formato “.p7m” e di attestazione di conformità all’originale, poiché il sistema di trasmissione tramite PEC garantisce di per sé la riferibilità dell’atto all’amministrazione emittente.
Provvedimento del 14 maggio 2026
Provvedimento del 13 maggio 2026
Provvedimento del 11 maggio 2026
Accertamento delle medie dei cambi delle valute estere relative al mese di aprile 2026 - pdf
Circolare n. 11 del 14 maggio 2026
Circolare n. 10 del 12 maggio 2026
Corte di Giustizia UE, 13 maggio 2026 causa C-322/25, Swedish Match
L’art. 21, par. 2, secondo comma, della Direttiva 92/12/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che esso osta a una normativa nazionale in virtù della quale la distruzione di contrassegni fiscali nel limite del 2% del volume dei contrassegni utilizzati annualmente nel corso del processo di fabbricazione di prodotti soggetti ad accisa è considerata automaticamente giustificata, senza che le autorità nazionali controllino la regolarità di tale distruzione, nella misura in cui la normativa in parola si applica solo qualora detta distruzione avvenga in un deposito situato nel territorio nazionale, e non in un altro Stato membro.
Corte di Giustizia UE, 13 maggio 2026 causa T-150/25, G Gmbh
L’art. 44, par. 4, del Regolamento (UE) n. 952/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che non osta a una disposizione nazionale secondo cui la decisione di un’autorità giudiziaria investita di un ricorso proposto in conformità all’art. 44, par. 2, di detto Regolamento avverso una decisione in materia di informazioni tariffarie vincolanti retroagisce alla data di rilascio di tale decisione in materia di informazioni tariffarie vincolanti da parte delle autorità doganali.
Corte di Giustizia UE, 13 maggio 2026 causa C-603/24, Stellantis Portugal
L’art. 2, punto 1, della sesta Direttiva 77/388/CEE del Consiglio, dev’essere interpretato nel senso che un adeguamento dei prezzi di trasferimento di autoveicoli che è: (i) debitamente stabilito in un accordo concluso tra società appartenenti ad uno stesso gruppo e diretto a garantire alla società acquirente di tali veicoli l’ottenimento di un margine di profitto precedentemente determinato sulla rivendita di tali veicoli; (ii) attuato mediante l’emissione di una nota di credito o di debito da parte della società venditrice alla società acquirente, e (iii) calcolato in funzione, in particolare, dei costi sostenuti da quest’ultima società nell’ambito della riparazione da parte di terzi di detti veicoli, non costituisce il corrispettivo di una «prestazione di servizi effettuata a titolo oneroso», ai sensi di tale disposizione, a meno che esista, tra tali società, un rapporto giuridico caratterizzato da impegni reciproci riguardanti la fornitura da parte della società acquirente di servizi alla società venditrice e il versamento da parte di quest’ultima società di un corrispettivo per tali servizi sotto forma di un siffatto adeguamento, che stabilisce un nesso diretto tra la prestazione di tali servizi e tale adeguamento.