Decreto Legge 27 Marzo 2026, n. 38
Ordinanza 1 aprile 2026, n. 8129
Nelle triangolazioni unionali improprie con soggetto extra-UE, la prima cessione è fuori campo IVA se i beni non entrano nello Stato del primo cessionario. L’importazione si realizza nel Paese in cui i beni sono sdoganati e immessi in libera pratica. È importatore chi effettua lo sdoganamento, a prescindere dai rapporti contrattuali esteri. Solo la seconda cessione rileva ai fini IVA nello Stato di introduzione. È quindi legittima la detrazione dell’IVA da parte di chi ha pagato l’imposta all’importazione.
Ordinanza 31 marzo 2026, n. 7965
L'esenzione dall'imposta sulle successioni delineata dall'art. 3 comma 4-ter del D.Lgs. 346/1990 fa eccezione al generale principio del diritto tributario in base al quale le agevolazioni tributarie non necessitano di espressa richiesta. Infatti, la norma richiede esplicitamente che l'avente diritto renda contestualmente alla presentazione della dichiarazione di successione o all'atto di donazione, apposita dichiarazione in relazione all'impegno a proseguire l'impresa o mantenere il controllo per 5 anni.
Ordinanza 31 marzo 2026, n. 7787
Ai fini della determinazione del reddito d’impresa ex art. 109 TUIR, un costo è deducibile nell’esercizio in cui diviene certo e determinabile. Tale requisito non sussiste quando l’efficacia dell’obbligazione è subordinata a un termine iniziale, che ne rinvia gli effetti.
Ordinanza 31 marzo 2026, n. 7779
In tema di autotutela tributaria, il riconoscimento da parte dell’amministrazione dell’esenzione d’imposta per determinate annualità non è estensibile ad annualità diverse, non ingenera affidamento né costituisce presunzione della sussistenza dei relativi presupposti, qualora questi attengano a fatti di natura variabile nel tempo.
Ordinanza 31 marzo 2026, n. 7770
In materia di accise, la “perdita” del prodotto rilevante ai fini dell’abbuono d’imposta ex art. 4 D.Lgs. n. 504/1995 va intesa come dispersione o distruzione, non come sottrazione.
Ordinanza 30 marzo 2026, n. 7745
Ai fini dell'IMU, qualora il Comune contesti la qualifica di "abitazione principale" per il fabbricato dove risulta registrata la residenza anagrafica del possessore, è onere dell'ente locale provare che il soggetto passivo in realtà non ha stabilito la propria dimora abituale nell'immobile.
Sentenza 30 marzo 2026, n. 7694
In tema di esterovestizione, non è sufficiente la dimostrazione di un vantaggio fiscale o di un’influenza gestionale dall’Italia, occorrendo la prova che la società estera sia una costruzione di puro artificio, priva di effettiva sostanza economica. L’Amministrazione deve fornire elementi concreti e complessivi idonei a dimostrare la fittizietà della sede estera, non potendo fondarsi su valutazioni parziali o atomistiche.
Ordinanza 30 marzo 2026, n. 7619
L'esenzione ex art. 3, comma 4-ter, D.Lgs. 346/1990 si applica al trasferimento di quote di società di persone anche quando sulla partecipazione sia costituito usufrutto, purché sia il nudo proprietario-socio a impegnarsi a proseguire l'attività d'impresa e a mantenere la partecipazione per cinque anni, non potendosi imporre tale obbligo all'usufruttuario che, pur titolare di diritti patrimoniali e di alcuni diritti amministrativi, non acquista la qualità di socio né il potere di incidere sulle modifiche del contratto sociale.
Ordinanza 30 marzo 2026, n. 7648
Qualora il reddito sia stato determinato con il metodo analitico-induttivo solo in parte e il contribuente abbia dimostrato l'effettivo sostenimento di costi inerenti, non è possibile riconoscere automaticamente una quota forfettaria di costi anche per la parte di reddito determinata in via presuntiva. Ciò, a fronte del carattere unitario dell'accertamento, sarebbe sintomatico di una duplicazione dei costi.
Sentenza 18 marzo 2026, n. 10279
In presenza di un piano di rateizzazione del debito tributario regolarmente adempiuto, la confisca per equivalente non può essere eseguita, a prescindere dalla sua natura sanzionatoria o recuperatoria. Tale principio opera sia in forza della disciplina più favorevole previgente sia in base a un’interpretazione costituzionalmente orientata della normativa vigente.
Sentenza 11 marzo 2026, n. 5415
La nozione di credito d’imposta inesistente deve essere interpretata restrittivamente, ricorrendo solo in presenza congiunta di mancanza dei presupposti costitutivi e non rilevabilità tramite controlli automatizzati o formali. La mera omissione dell’indicazione del credito in dichiarazione (quadro RU) non integra inesistenza, ma configura un credito non spettante.
Ordinanza 23 febbraio 2026, n. 3997
Ai fini della definizione agevolata delle liti pendenti ex L. 197/2022 rilevano esclusivamente i versamenti effettivamente eseguiti prima dell’istanza, restando irrilevanti quelli solo programmati in piani rateali. In tema di operazioni oggettivamente inesistenti, l’Amministrazione può provare la fittizietà anche mediante presunzioni semplici.
Risposta n. 7 del 31 marzo 2026
Payback dispositivi medici – Esercizio del diritto alla detrazione – Modalità di calcolo - pdf
Risposta n. 103 del 2 aprile 2026
Risposta n. 102 del 2 aprile 2026
Risposta n. 101 del 2 aprile 2026
Risposta n. 100 del 2 aprile 2026
Risposta n. 99 del 2 aprile 2026
Risposta n. 98 del 1° aprile 2026
Risposta n. 97 del 1° aprile 2026
Risposta n. 96 del 1° aprile 2026
Risposta n. 95 del 1° aprile 2026
Risposta n. 94 del 1° aprile 2026
Risposta n. 93 del 31 marzo 2026
Risposta n. 92 del 31 marzo 2026
Risposta n. 91 del 31 marzo 2026
Risposta n. 90 del 31 marzo 2026
Risposta n. 89 del 31 marzo 2026
Risposta n. 88 del 30 marzo 2026
Risposta n. 87 del 30 marzo 2026
Risposta n. 86 del 27 marzo 2026
Provvedimento del 2 aprile 2026
Provvedimento del 31 marzo 2026
Circolare 10/2026 – Il nuovo Codice degli incentivi
La Circolare analizza il nuovo Codice degli incentivi, in vigore dal 1° gennaio 2026, che costituisce il primo provvedimento della riforma organica dell’intero sistema degli incentivi alle imprese prevista nell’ambito del PNRR, allo scopo di costruire una disciplina chiara e uniforme del sistema delle agevolazioni per le imprese italiane.
Il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo raggiungono un accordo sulla riforma doganale dell'UE, 26 marzo 2026
Il Consiglio dell'Unione europea e il Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo politico sulla riforma doganale dell'UE. La riforma affronta diverse sfide urgenti che le autorità doganali dell'UE devono affrontare, tra cui un notevole aumento dei volumi commerciali, in particolare nel commercio elettronico, un numero crescente di norme UE che devono essere verificate alla frontiera e realtà geopolitiche sempre più complesse.